Dai femminicidi alla sicurezza: una destra solo chiacchiere e distintivo

di Lorenzo Ermenegildi Zurlo
Segretario di Omphalos LGBTI

Siamo talmente immersi in un sistema di potere di tipo patriarcale che spesso fatichiamo ad allontanare lo sguardo per metterlo a fuoco. Non riusciamo a definirne i confini, ammesso che dei confini esistano, e non riusciamo nemmeno a metterci lucidamente in relazione con esso. Questa difficoltà, però, non ci solleva dalla responsabilità di trovare soluzioni politiche che intervengano profondamente nella società.

Recentemente il caso del femminicidio di Giulia Cecchettin ha sollevato molte riflessioni pubbliche rispetto alla legittimazione collettiva – consapevole o inconsapevole – della “cultura dello stupro”. La soluzione che viene proposta, però, è sempre più o meno la stessa: aumentare le pene.

Il tentativo del Governo di fare un piano di interventi nelle scuole con una suora, un’integralista cattolica e Paola Concia – già rovinosamente fallito – preferisco lasciarlo nel campo dell’umorismo. Sarebbe senza dubbio un buon incipit per una barzelletta.
Aumentare le pene e fare propaganda. Stop. Niente educazione nelle scuole, niente contrasto alle marginalità, niente lavoro di integrazione sociale e culturale.

Questo approccio sbrigativo sui grandi temi della nostra società si ripresenta sempre, per tutto. Quasi fosse una panacea e non una toppa troppo più piccola del buco. È la politica del “facciamo qualcosa purché sia”, qualunque cosa, ma in nessun caso mettiamoci in discussione.

Qualche settimana fa ho assistito a una seduta del Consiglio Comunale di Perugia in cui si parlava di sicurezza in uno dei quartieri più complessi della città. La soluzione delle destre cittadine? ESERCITO, ESERCITO, ESERCITO. Come se il “problema” fosse estetico e non esistenziale. Come se l’esclusione sociale di tante persone che vivono nelle periferie italiane ed europee sia qualcosa da coprire con un’operazione cosmetica e non da risolvere realmente. Per incapacità politica o forse perché il problema della marginalità è ritenuto irrisolvibile o, peggio, non degno di essere risolto.

Noi vogliamo partire dalla base: dalle scuole, dalla comunità e, in definitiva, dalle persone. Perché davanti ai problemi complessi non esistono risposte facili e, ancora meno, soluzioni che non prevedano fatica e sacrificio.

Il resto è quello a cui ci abituato questa destra a livello locale e nazionale: chiacchiere e distintivo.