LA SEDE OMPHALOS A DISPOSIZIONE PER ESEGUIRE I TEST HIV: 100 PERSONE SI SONO TESTATE E IL 14 DICEMBRE SI RICOMINCIA

Comunicato Stampa – Perugia, 1 Dicembre 2015

Perugia – Anche quest’anno il 1 dicembre si celebrerà in tutto il pianeta la Giornata Mondiale di Lotta all’Aids. A Perugia le iniziative di Omphalos Arcigay Arcilesbica sono molteplici ma una riveste un’importanza particolare. La più grande organizzazione Lgbti dell’Umbria ha infatti organizzato incontri e conferenze di vario carattere sull’Hiv per migliorare la conoscenza collettiva, per destrutturare la logica sbagliata secondo cui l’Hiv e l’Aids riguardino solo alcune categorie di persone e per stimolare a ragionare sul grado di accettazione sociale, (o di non accettazione), con cui sono costrette a fare i conti le persone che vivono con l’Hiv. Inoltre il pomeriggio del 1 dicembre i volontari dell’Associazione hanno allestito uno stand in Piazza della repubblica in cui sono state distribuite informazioni e consigli su come evitare l’infezione e su come non cedere alla tentazione di discriminare chi vive già col virus.

Ma l’iniziativa di punta di quest’anno è stata la Testing Week.

“Nell’ultima settimana di novembre – spiega il Co-Presidente, Emidio Albertini – abbiamo scelto il giorno 20 e il 24, due date in cui la nostra sede è diventata punto di incontro per quanti volevano sottoporsi a un test per l’Hiv. E’ una metodica modernissima, si tratta di prelevare una goccia di sangue capillare semplicemente bucando il polpastrello di un dito. Quel sangue verrà fatto reagire e lascerà intendere se la persona non è entrata in contatto con il virus oppure sì e in questo secondo caso è necessario approfondire la situazione in ospedale”.

Questa campagna di monitoraggio “community based”, ovvero organizzata all’esterno degli ambienti sanitari, ha il valore aggiunto di avvicinare persone che hanno poca confidenza con gli ospedali o che temono di essere discriminati se visti uscire dal Day Hospital di Malattie Infettive.

“Quanto all’efficacia di questio test – spiega il Dott. Claudio Sfara, infettivologo e medico dell’iniziativa di Omphalos – è largamente riconosciuto che non si discosta dal prelievo classico che si farebbe al Silvestrini. E la gente ha dimostrato di capirlo: in due pomeriggi abbiamo testato cento persone e se non avessimo esaurito i kit avremmo potuto continuare ancora”.

D’altra parte sottoporsi al test è una scelta di buon senso: conoscere il proprio stato sierologico permette di fare i conti con il miglioramento delle proprie condizioni di vita da subito, prima che sia troppo tardi, e impedisce di diffondere senza saperlo il virus ad altri. Il trend umbro è in discesa ma i dati sono ancora allarmanti. Nel 2014 sono state rilevate dalle strutture sanitarie umbre 53 nuove sieroconversioni mentre per ora, nell’anno in corso, i nuovi casi di persone sieropositive sarebbero 36. Ciò non toglie che l’Umbria sia la quarta regione in Italia, insieme all’Emilia Romagna, in ordine alla quantità di nuove infezioni, cosa che dovrebbe richiamare le autorità competenti a promuovere nuove, frequenti e credibili campagne di sensibilizzazione.

Omphalos fa la sua parte e dato il successo dell’iniziativa decide di aggiungere una data a quelle già fatte.

“Il 14 dicembre – spiega Patrizia Stefani, Co-Presidente di Omphalos – apriremo nuovamente la nostra sede a chiunque voglia sottoporsi al test. Dalle 15 alle 20 Omphalos offrirà un servizio pubblico impossibile da otterere altrove in città. In sede per l’occasione ci saranno solo il medico infettivologo e alcuni volontari col compito di rendere più scorrevole l’attesa della risposta.

Quaranta minuti, solo quaranta minuti sono necessari per avere la risposta ed anche questo è un particolare da non sottovalutare.

“Questi test sono attendibili quanto gli altri – sottolinea l’infettivologo che ha svolto tutti i test – ma con questi si abbatte completamente il portato di ansia con cui la persona normalmente farebbe i conti aspettando per una settimana la risposta del prelievo fatto in ospedale. Con questi nuovi test che somministriamo nella sede di Omphalos, dal prelievo di quella goccia di sangue passano solo quaranta minuti e la persona se ne andrà a casa con la risposta in tasca. Oltre ad essere in un ambiente amichevole, oltre ad essere un test sicuro, la risposta è quasi istantanea”.

L’iniziativa, che rientra nel quadro del progetto nazionale PROTest, è stata resa possibile grazie al contributo della Chiesa Valdese che per questo scopo ha destinato una parte degli introiti dell’8 per mille di propria competenza.

Ufficio Stampa Omphalos Perugia