Perugia – Apprendiamo dalla stampa che nel comune di Todi gli assessori Marta e Ranchicchi hanno presentato una direttiva per spostare nella sezione adulti tutti i libri per bambini che trattano temi legati all’orientamento sessuale, alle unioni civili e all’omogenitorialità. Libri appositamente pensati per spiegare ai più giovani il rispetto delle differenze e la lotta alle discriminazioni. Temi che secondo gli assessori Marta e Ranchicchi non devono finire in mano ai più giovani.
Cosa c’è davvero in questi libri che gli assessori Marta e Ranchicchi vorrebbero fuori dalla portata dei nostri ragazzi? Né più né meno che il mondo reale. Attraverso storie di animali umanizzati, principesse, eroine furbe o eroi sognatori, personaggi in carne ed ossa, ciò che si narra è una società dove si nasce da una mamma e da un papà, ma anche da due mamme, si è figli adottati o in affido, si è bimbi sani o disabili, si è italiani o migranti, si è maschi, femmine, ma in fondo si è come si vuole.
«La direttiva proposta a Todi è ancora più assurda per le parole che l’accompagnano – conclude Bucaioni – gli assessori scrivono nero su bianco che per affrontare l’educazione alle differenze e contro le discriminazioni per orientamento sessuale e di genere va garantito il rispetto del pluralismo culturale e delle idee. Secondo gli assessori, quindi, omofobi, misogini e istigatori d’odio contro persone omosessuali e transessuali, ma anche contro le donne, dovrebbero avere la stessa possibilità di esporre le loro idee ed essere presentati come un modello alternativo per i nostri giovani. Se questo è il pensiero della nuova Giunta comunale di Todi ne prenderemo atto e ci mobiliteremo di conseguenza.»

